Deutsch English
 



Il nostro progetto.

Di Manuela Zardo e Hellmuth Zwecker

Abbiamo cominciato ad appassionarci di vino scrivendo articoli e libri sulla gastronomia italiana. Per trovare i ristoranti migliori delle regioni che visitavamo,  andavamo prima dai produttori dei vini che reputavamo più interessanti e gli chiedevamo in quali ristoranti si potessero bere. Così sono nate grandi e profonde amicizie con persone che, con pazienza e serietà, ci hanno introdotto nel mondo del vino, contaminandoci con il bacillo della loro passione.

Nel 2000 abbiamo trovato in Umbria, nel comune di Orvieto, il Luogo ideale per realizzare il progetto di un “nostro” vino. Dopo aver completamente ristrutturato la casa diroccata, abbiamo piantato ex-novo nella primavera del 2005 i vigneti, sotto la direzione attenta di Federico Curtaz, per tanti anni agronomo di Angelo Gaja in Piemonte.

Dal 2009 ci segue Paolo Peira, enologo romano specializzato alla Faculté d’Œnologie di Bordeaux, per la quale tiene ancora annualmente seminari sui vini italiani. Ad aiutarlo in cantina c’è nostro figlio Leon, diplomato in enologia in Austria e con esperienza maturata in stages in Alto-Adige, Friuli, California e Nuova Zelanda.

Le viti stanno prosperando sui nostri terreni sabbiosi e vulcanici, ben esposti e ben ventilati, a 450 m di altitudine. Terra particolarmente vocata, come già sapeva Papa Paolo III che considerava i vini rossi che vi si producevano già allora "perfettissimi sia per il verno, quanto per la state" e ne faceva portare a Roma grandi quantità. A parte le amorevoli cure di Aldo, che dedica ai vigneti tutto il suo tempo con grande spirito di abnegazione, non gli facciamo granché, non vogliamo e neanche potremmo. Siamo in zona di tutela ambientale assoluta, sopra una fonte di acqua minerale. La nostra cantina d’invecchiamento è spettacolare, scavata in un cunicolo di tufo che ricorda le vecchie tombe etrusche. Niente di raro da queste parti, nel cuore dell’antica Etruria. La temperatura e il grado di umidità sono ideali per ospitare tonneaux e barriques in rovere francese, dove il vino può maturare in condizioni privilegiate.

A questa parte antica, che la mano dell’uomo e il tempo hanno creato da soli, abbiamo affiancato nel 2007 una moderna cantina di vinificazione, con tutti gli standard necessari per produrre al giorno d’oggi un vino in grado di competere con i più alti standard qualitativi internazionali.

Il nostro primo vino, in commercio dall’autunno 2009, si chiama Sucano, come il nostro borgo in antichi documenti. L'annata è il 2007.

E’ un rosso con forte prevalenza di cabernet franc (v. scheda tecnica), un vitigno particolarmente caro a Manuela, perché le ricorda le sue origini veneziane.

In bocca è consistente, pieno, caldo e tuttavia armonico e elegante. Nel bicchiere è di un rosso intenso e profondo e al naso si avventono subito profumi di caffè, cacao e toni speziati. Si beve bene pasteggiando, soprattutto con carni rosse o selvaggina, formaggi stagionati ma anche dessert al cioccolato. Quegli individui edonistici e goderecci che furono gli Etruschi l’avrebbero bevuto con estremo piacere, di questo ne siamo sicuri.

La produzione del nostro Sucano è limitata e si attesterà su 10.000/15.000 bottiglie all’anno.

Nella primavera del 2007 abbiamo piantato inoltre un ettaro di Viognier, che Hellmuth, cuoco provetto, abbina volentieri ai suoi amati crostacei e al pesce in tutte le variazioni.

Con il suo sensuale profumo e le eleganti note fruttate si combina particolarmente bene anche con cibi speziati e con piatti della cucina orientale.

Alla Madonna del Latte produciamo anche uno splendido olio di oliva con un bassissimo grado acidità (0,18%), purtroppo in quantità così ridotte da non poter essere commercializzato.

Dalle nostre vinacce Vittorio Capovilla distilla in quel di Bassano una morbida grappa che profuma di uva sultanina.

Azienda Vitivinicola Madonna del Latte
Località Sugano 11 - 05018 Orvieto (TR)
Tel. e Fax: 0763/217760 - Mail: mazardo@libero.it

Scheda Tecnica Sucano

Scheda Tecnica Viognier